ilpesodellafelicita
ilpesodellafelicita
volevo solo dirti che tu non sei il tuo peso
follow me -> https://www.instagram.com/n.evergive.up/ ~ ~ ~ Il controllo è tanto soffocante che finisci per perderlo ed è lì che diventi impotente mentre l’immagine di te stessa si impossessa di tutti i tuoi sogni, di tutte le aspettative e i progetti, e li brucia con un accendino. Non è divertente, non è glamour. Perdere i capelli non è alla moda, non uscire per la paura di non essere abbastanza magra non è affascinante. Fa paura e soprattutto ti divora dentro. Percepisci la tua ossessione crescere a dismisura senza avere la volontà di fare qualcosa; Non c’è voce di psicologo, genitore, amico o fidanzato che tenga: tu vedi solo i tuoi numeri, e vuoi solo sognare le tue ossa che sporgono sempre più. Il cibo diventa un nemico da combattere, e i pasti condivisi, i quadretti più spensierati, vengono accuratamente evitati o vissuti con l’ansia a fior di pelle. Sì, con ansia: gli attacchi di panico i sensi di colpa di una cena ti perseguitano. E tu non puoi scappare, perché è tutto nella tua testa, e da lì non si scappa.I sentimenti sono pericolosamente inibiti. Non è giusto arrivare sul punto di perdere la vita per poi recuperarla e convincersi che va bene così. Non va bene così.
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ilpesodellafelicita · 7 days ago
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Forse ti amo troppo.
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ilpesodellafelicita · 12 days ago
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C'è una donna che ha perso la figlia a causa dei disturbi alimentari un anno fa ed è distrutta dal dolore, pubblica continuamente foto della figlia, il suo dolore è straziante...
mio padre oggi mi ha augurato di non vedermi più e di rivedermi direttamente al cimitero.
Non è giusto che io sia qui e quella ragazza è morta.
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ilpesodellafelicita · 2 months ago
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Non ho mai giudicato le persone per il loro aspetto fisico, non penso che una persona sia migliore o peggiore di un altra solo perché ha qualche chilo in più o in meno.
Non ho mai pensato che le persone valessero quanto il loro peso.
È solo che sono ossessionata da quest'idea di dover necessariamente avere un corpo perfetto, un corpo in cui c'è lo spazio fra le cosce, in cui la pancia è piatta e non ci sono i rotolini quando mi siedo.
E da questo nasce un odio profondo verso me stessa, verso questo corpo pieno di difetti in cui le ossa non sono sporgenti, le cosce sono piene e la pancia non è perfettamente piatta.
Sono andata al mare, al mare tutte le persone sono spogliate, niente a corpirle, tanti corpi diversi e imperfetti.
E anche se sono sicura che a nessuno fregasse nulla di me, mi sentivo osservata, grassa, fuori luogo, piena di imperfezioni.
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ilpesodellafelicita · 3 months ago
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Essere magra o essere grassa non c'entra. Se una è bella è bella a prescindere. Essere magra è semplicemente la scusa che ci continuano a ripetere per continuare a fare quello che facciamo
La mia terapeuta
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ilpesodellafelicita · 4 months ago
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E poi ci sono quelle sere in cui il dolore la malinconia e la tristezza sono talmente forti che pensi possano ucciderti.
Ma semplicemente non lo fanno.
Ti alzi, ti asciughi le lacrime.
Sei ancora qui, ancora in vita
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ilpesodellafelicita · 4 months ago
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Tumblr media
Sono un uomo. Quando avevo 15 anni e mi trovai la ragazza, mio padre mi comprò dei preservativi. Durante l'adolescenza nessuno mi ha mai crIticato quando uscivo con diverse ragazze. Attualmente continua così. Nessuno mi giudica quando voglio farmi una ragazza e prendo l'iniziativa. Nessuno mi vigila i vestiti, dicendo che devo fare attenzione a come mi vesto. Nessuno mi ripete che devo fare attenzione perchè “le donne pensano solo al sesso”. Nessuno pensa che le mie ex stessero con me solo per scopare. Non sono mai stato giudicato perchè avevo dei preservativi nello zaino o nel portafoglio e non li ho mai nascosti ai miei genitori. Non mi hanno mai detto che per sposarmi devo essere vergine, essendo un uomo. Non mi hanno mai ripetuto che “L’uomo deve valorizzarsi” o “Fatti rispetto”. Il mio sesso ottiene il rispetto da sè. Quando esco per strada nessuno mi chiama “gnoccone”. Nessuna sconosciuta mi dice “sexy” in tono aggressivo. Io posso camminare per strada mangiando un gelato tranquillamente, perchè so che non sentirò niente come “Lascia stare il gelato e vieni qui a ciucciarmi”. Io posso perfino camminare per strada mangiando una banana. Non ho mai dovuto attraversare una strada per sviare un gruppo di donne al bar, che mi diranno qualcosa al mio passare, lasciandomi pieno di vergogna. Io non sono mai stato seguito da una donna in macchina mentre tornavo a casa a piedi. Io posso prendere la metro piena di gente tutti i giorni con la certezza che nessuna donna si sfregerà su di me con pervertite intenzioni. Non ho mai sentito dire che qualcuno del mio sesso sia stato stuprato da un gruppo di donne. Posso prendere l’autobus da solo di notte, non ho paura di essere stuprato in qualsiasi momento. Questo rischio non esiste nella testa delle persone del mio sesso. Quando esco di notte, posso indossare quello che voglio. Se soffrirò qualche tipo di violenza, nessuno mi incolperà dicendo che ero ubriaco o a causa dei miei vestiti. Se, un giorno, io fossi stuprato, nessuno andrà dicendo che la colpa è mia, che ero in un posto inadeguato, che ero vestito indecentemente. Nessuno giustificherebbe l’atto dello stupratore. Io sarei trattato come VITTIMA. Quando ho una relazione sessuale con una donna subito, al primo appuntamento, sono praticamente applaudito. Nessuno mi chiama “troione”, “facile”, “gigolò” per avere del sesso occasionale ogni tanto. 99% dei siti pornografici sono fatti per piacere a me e agli uomini in generale. Nessuno resta scioccato quando dico che guardo porno. Nessuno mi giudicherà mai perchè dico che mi piace scopare. Nessuno mi giudicherà mai se mi vede leggere libri erotici. Nessuno resterebbe scandalizzato se dicessi che mi masturbo. Quando ho lo stesso incarico di una donna nell’ambito lavorativo, non prenderò mai meno soldi di lei. Se fossi promosso ad un livello più alto, nessuno sparlerebbe dicendo che probabilmente sono andato a letto con il mio capo. Le persone riconoscerebbero il mio merito. Se dovessi viaggiare per lavoro e dovessi lasciare i figli con la madre qualche giorno, nessuno mi darebbe dell’irresponsabile. Nessuno trova anormale se a 30 anni io non ho ancora avuto dei figli. La società non vede la mia verginità come un trofeo. Se io esco con dei determinati vestiti nessuno mi dice “Se le va a cercare”. Se io fossi in discoteca e una donna mi facesse del sesso orale, non sarei io ad essere sparlato. Nessuno mi chiamerebbe “puttanone” e neanche direbbero “E poi ha anche il coraggio di scrivere frasi d’amore su Facebook”. Se in qualche modo si diffonde un video dove sto avendo una relazione sessuale con una donna in pubblico, nessuno mi criticherà o insulterà. Non sarei uno schifoso puttaniere, uno stronzo, un disgraziato. Sarei solo un uomo. Compiendo il mio copione da macho. Nessuno dice che è mancanza d’igiene se non mi depilo. Nessuno mi giudica se sono un padre single. Non mi proibirebbero mai di occupare un incarico alto nella Chiesa Cattolica perchè sono uomo. Non sono mai stato obbligato a fare lo pulizie di casa perchè sono un uomo. Non mi hanno mai costretto ad imparare a cucinare, essendo un uomo. Nessuno dice che il mio posto è in cucina perchè sono un uomo. Nessuno dice non posso dire le parolacce, essendo un uomo. Nessuno dice che non posso bere, essendo uomo. Nessuno guarda male il mio piatto se ho messo tanto cibo. Quando dico “No” nessuno pensa che me la stia tirando. No è no. Non ho bisogno controllarmi i vestiti per evitare che una donna cada in tentazione.
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ilpesodellafelicita · 4 months ago
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Il problema è che quando cominciamo a sentirci meglio dimentichiamo quanto siamo caduti in basso.
Eppure tornare indietro è un attimo.
Dovremmo ricordarci di quanto male ha fatto, anche quando ci sembra un dolore lontano, per non ripetere gli stessi errori.
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ilpesodellafelicita · 4 months ago
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Essere magra o essere grassa non c'entra. Se una è bella è bella a prescindere. Essere magra è semplicemente la scusa che ci continuano a ripetere per continuare a fare quello che facciamo
La mia terapeuta
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ilpesodellafelicita · 4 months ago
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A me il Natale piace, io comincio a sentire l'atmosfera natalizia dal 26 novembre e il suono delle zampogne .
A me piace andare in giro a vedere i presepi viventi.
Mi piace vedere le luci fuori ogni balcone.
Mi piacciono i cartoni di natale la mattina.
Mi piacciono i giochi da tavolo anche se non vinco mai nulla.
Mi piacciono i maglioni con le renne. Che per la maggior parte delle persone sono orribili.
Mi piace l'idea di scambiarsi auguri e doni, è la festa un po’ di tutti.
Mi piace la messa di mezzanotte dopo il cenone della vigilia.
L'odore dei rococò , la frutta secca, le zeppole di nonna , gli struffoli che nessun parente riesce mai a fare bene, le bucce dei mandarini per coprire le caselle della tombola.
Ma è il quarto anno che passo coi disturbi alimentari, le feste diventano cibo, e il cibo sensi di colpa. Mi trovo spesso a dire che non voglio che venga natale, in realtà non voglio passarlo con quest'incubo di nuovo. Ed è per questo che preferirei non venisse, non ancora, ma che aspettasse .. la mia guarigione.
2014 il primo natale con ana, non provavo nulla, non sentivo nulla, tutti gli ingordi che mangiavano. Io no, non potevo ero grassa.
2015 il secondo natale con ana..alla vigilia persi il controllo sul cibo la prima volta, sui 38 chili neanche si vedeva, passai il 25 a correre per smaltire l'abbuffata del cenone.
2016 dopo una giornata passata ad abbuffarmi, e dopo che papà mi aveva ricordato quanto volesse vedermi morta, andai a cena da nonna. Dove incuranti di quanto era accaduto mi fecero mangiare.. ancora.. avevo 3 maglie, portavo le mantelline per nascondermi..
2017?
Merda sta arrivando il 2018!
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ilpesodellafelicita · 4 months ago
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La solitudine mi avvolge come una coperta che non emana calore
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ilpesodellafelicita · 5 months ago
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Vale la pena di morire per uno spazio fra le gambe?
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ilpesodellafelicita · 6 months ago
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Lo chiamano "brutto male" ma nessuno ti spiega davvero cos'è .
Nessuno ha le palle di raccontare cosa si nasconde dietro, cosa vive una persona con disturbi alimentari.
"Vittime della moda" "vittime dei canoni estetici" ... Ma davvero?! No, non è per la moda, e no, non è per rientrare in alcuni canoni estetici.
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ilpesodellafelicita · 6 months ago
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Per anni l'ho cercata, un giorno ho smesso di cercarla, ed è venuta lei da me.
Mi ha sorriso , non l'ho riconosciuta, e le ho aperto la porta sorridendole a mia volta.
È di nuovo parte di me ed io la odio come allora, Vorrei solo che se ne andasse e mi lasciasse in pace.
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ilpesodellafelicita · 7 months ago
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Ho guardato il mostro negli occhi e gli ho aperto la porta sorridendo
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ilpesodellafelicita · 7 months ago
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Se penso all'anoressia mi manca il fiato, se penso a tutto ciò che ho affrontato,le cose fatte per nascondere il cibo, il movimento fatto di nascosto, il pensiero costante del cibo mai concesso, l'ansia se le kcal erano più di 600.
Se penso all'anoressia mi viene in mente il centro, la vita fatta di "niente", la tristezza assoluta H24, il freddo, le ossa fredde, le ossa sporgenti le ossa che al minimo contatto facevano male...
Se penso che potrebbe risuccedere mi viene da piangere.. se penso che sta già accadendo mi sento morire
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ilpesodellafelicita · 8 months ago
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Il problema principale di chi soffre di un disturbo alimentare è che ogni peso è il peso giusto, ad ogni peso ci diciamo "no ma io mi vedo bene, non voglio continuare a scendere di peso, però non voglio ingrassare"
Quel "non voglio ingrassare" ci frega perché ci fa continuare a mangiare poco, come se dovessimo continuare a perdere peso.
E così va via un chilo dopo l'altro, e ad ogni chilo perso è la stessa storia "io ora sto bene non voglio perdere un altro chilo, ma non voglio ingrassare"
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ilpesodellafelicita · 8 months ago
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“Che cosa vuoi che ti dica? Tu non hai la più pallida idea di come mi sento, non capiresti. Smettila di chiedermi che cosa c'è che non va. Cosa dovrei dirti? Sono io. Io non vado, non vado bene per niente. Mi faccio schifo. Dio, quanto mi faccio schifo. E tu non lo puoi capire. Non sai come mi sento. Se ti dicessi che mi odio con tutta me stessa, che odio il mio corpo ricoperto di grasso, tu che cosa risponderesti? Mi diresti che devo piacermi, che sono bellissima e stronzate varie. Mi diresti che devo smetterla con questa ossessione, che vado bene così. E sai cosa ti direi io? Dovrei dirti che tu non hai mai visto le mie grosse gambe, le mie cosce enormi ricoperte da smagliature. Non hai mai visto i miei fianchi, e nemmeno con quanto disprezzo mi guardo allo specchio fin da bambina. Perché, sì, sono sempre stata così. Non mi hai mai vista come sto quando sono con le mie amiche, che sono tutte perfette e magre. Non mi hai mai vista pregare in silenzio di essere come loro, mentre trattenevo le lacrime. Non mi hai mai vista mentre mangio, con quanto disprezzo e odio verso il cibo e me stessa, senza però riuscire a fermarmi. Non mi hai mai vista contare le calorie e piangere ancora quando le superavo. Non mi hai vista rifiutare il cibo che mi veniva offerto, mentre mi ripetevo in testa che se volevo diventare bella e magra non lo dovevo mangiare. Non hai mai visto la mia fronte corruciata quando mi abbuffavo, sapendo già come sarebbe finita dopo, ma senza riuscire comunque a fermarmi. Non hai mai visto le mie mani afferrare la pelle sempre troppo grassa dello stomaco e strizzarla, stringere quella delle cosce e anche le braccia. Non hai mai visto con quanta rabbia picchio la mia pancia. Come, allo stesso modo, non hai mai visto il mio sorriso quando i chili sulla bilancia scendevano, e la delusione nei miei occhi quando risalivano. Tu non mi hai mai vista mentre mi guardo allo specchio, il mio sguardo schifato mentre osservo ogni centimetro di pelle che mi ricopre. Non hai mai visto la mia fronte abbassarsi, la mia bocca incupirsi e gli occhi rabbuiarsi. Tu non sai come ci si sente a non voler più mangiare, a non voler più uscire per la vergogna che si prova verso se stessi. Non mi hai mai vista mentire, saltare i pasti, fingere di non avere fame per poi ingozzarsi dopo e automaticamente odiarsi ancora di più. Non hai idea di come ci si senta ad essere ossessionati in questa maniera, sentirsi una costante delusione. Ma sai qual è la cosa peggiore? Che dopo tutto questo rimani ancora grassa e brutta, e lo sarai sempre. Quindi, che cosa vuoi che ti dica?”
— Giulia G. - (via @queitaglisuipolsisporchi)
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ilpesodellafelicita · 8 months ago
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“Mi ricordo quando a sedici anni non era un problema mangiare la pizza e poi fare l'amore. Dicono che è una bella cosa ricordarsi sempre tutto, secondo me fa solo male. Me le ricordo sai? Le serate passate insieme, la pizza presa sotto casa tua, quella pizza che a te piaceva un sacco, e non ho mai avuto il coraggio di dirti che a me non piaceva. Portata a casa e mangiata dove capitava, a letto, per terra o davanti al computer aspettando che tua madre uscisse e ci lasciasse soli. Ricordo le serate passate sotto le coperte a guardare i film, le serate passate a giocare all'xbox o quelle passate semplicemente a fare l'amore, quando nessuno dei due sapeva cosa fare ma andavamo avanti lo stesso. Quando io avevo paura e tu mi guardavi con gli occhi dolci e pieni d'amore. Ricordo la sensazione meravigliosa che provavo subito dopo, penso che il dopo sesso sia meglio del sesso vero e proprio, quando l'aria è carica di sudore e ormoni. Quando il respiro rallenta, quando i corpi si uniscono e si ci abbraccia felici stando in silenzio o parlando di tutto. Quando si fanno quelle promesse false a cui si crede davvero , presi del momento, con le mani intrecciate , la testa sul petto e gli occhi che sognano E mi ricordo l'odio, la rabbia e i silenzi. Ricordo il sesso usato come sfogo, senza una parola e senza fermarci insieme dopo. Ricordo la violenza, quella da non ti voglio più vedere e non voglio che nessuno ti veda mai più. Ricordo la solitudine dei messaggi che non arrivavano. Ricordo le cattiverie gratuite a cui non potevo rispondere, perché continuavo ad amarti. Ricordo la nausea che provavo quando mi guardavi con la freddezza che solo chi smette di amare e comincia ad odiare può provare. Ricordo i pianti, e la pioggia del due aprile. E l'alcool dei mesi successivi. Penso che quando si ama una persona non si può smettere di amarla, qualsiasi cosa accada. Penso che tu non mi abbia mai amata. Ma ora so so che si può mettere da parte. E che nel cuore di una persona c'è posto per più di un vero amore.”
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ilpesodellafelicita · 8 months ago
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“Lui corse da me, in dieci minuti stava fuori casa mia, neanche il tempo di alzarmi da terra che mi raggiunse. E fu li che mostrai per la prima volta il braccio, Avevo appena finito di tagliarmi, Era gonfio e il sangue ancora non si era fermato. Non avevo mai mostrato a nessuno prima di allora i miei tagli. Ma quel giorno avevo esagerato e lo sapevo, mi girava la testa e avevo paura. Prese il mio braccio e mi guardò, stava per piangere e mi pentii del male che gli stavo facendo. Si sporcò le mani col mio sangue. L'odore del sangue, quell'odore nauseante, così forte. 13 tagli, uno più preciso di un altro, ognuno più profondo, dal gomito fino al polso. Avevo paura quel giorno, avevo lasciato il bagno sporco ed ero uscita. Ricordo il sangue, c'era sangue ovunque sui miei vestiti, sui suoi, sulle nostre mani. Sangue in bagno, nel corridoio e sulla porta dove mi trovavo mentre lui continuava a stringermi il polso. Sangue che colava dalle sue dita. Mi abbracciò e io crollai, mi appoggiai solo un attimo alla porta,mi sedetti per terra e chiusi gli occhi.”
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ilpesodellafelicita · 8 months ago
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“C'era un piccolo bimbo sfortunato, si sentiva sempre molto solo anche in mezzo alla gente. Aveva molti amici, ma non si fidava di nessuno, si sentiva un estraneo, non voleva essere ferito e preferiva restare sulle sue. Preferiva il silenzio alle parole. Preferiva il freddo al caldo. Preferiva la solitudine alle persone. Un giorno incrociò per sbaglio una bambina con la faccia tonda tonda, e gli occhi pieni di una tristezza infinita. Parlava, parlava tanto, il bimbo non la capiva e si chiedeva perché. Lui non lo sapeva fare, lui parlava poco e tutte quelle parole gli sembravano strane. Incrociò i suoi occhi, e allora gli fu tutto chiaro, lei parlava, parlava per occupare i silenzi, parlava per non sentire la solitudine, parlava tanto perché era sola, non poteva stare in silenzio, faceva male. I pensieri le facevano male. Lui non parlava per passare inosservato , lei parlava per non far vedere quello che aveva dentro. Facevano la stessa cosa, in modo diverso, erano simili, più di quanto avrebbero voluto ammettere. Il bimbo imparò a conoscerla, e a leggere la tristezza anche sopra il muro di parole che lei costruiva, la bimba cominciò a fidarsi, e quelle parole superficiali, divennero sempre più profonde. Stavano abbattendo i loro muri, lentamente, i muri costruiti in tutta una vita. Piano piano il bimbo non poteva più staccare lo sguardo da quegli occhi, erano troppo importanti, erano lo specchio di un anima, erano il male che aveva dentro, il dolore che aveva subito. Abbracciandola il bimbo si sentì felice, si sentì finalmente a casa. “Con lei sono a casa” pensò “ niente muri, niente parole inutili” Lui cominciò a parlare di più, la bimba smise di parlare, ormai c'erano altre parole e silenzi dettati dal cuore nei quali le loro anime erano vicine e si parlavano. Il bambino non era più triste, non era più solo, aveva la bambina ed era felice. E decise che avrebbe fatto di tutto per togliere quella tristezza infinita dagli occhi della bambina, erano gli occhi più belli che lui avesse mai visto, e meritavano tutta la gioia possibile.”
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